- MarcaOmega
- ModelloSpeedmaster Professional Ref. 145.022-69 ST
- Anno1968
- MovimentoCarica manuale
- Tipo di MovimentoCalibro 861
- CassaAcciaio
- QuadranteNero
- Stato quadrantePerfetto
- Stato vetroperfetto
- Con Scatola Si
- Stato conservazioneConservato
- Larghezza (compresa corona)42 mm
- Codice M20090
Omega, Speedmaster Professional Ref. 145.022-69 ST, calibro 861, 1968
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Il nostro orologio è un Omega speedmaster professional
Referenza 145.022-69 ST
Calibro 861
La storia racconta
L'OMEGA Speedmaster è certamente uno dei più famosi cronografi al mondo. Non a caso è stato scelto dagli astronauti, testato e certificato dalla NASA, indossato sulla Luna.
Partiamo dal 1957, quando OMEGA presenta la sua linea di orologi “Professionali” che comprende il Seamaster 300, il Railmaster e il primo Speedmaster, il CK 2915, destinato ad appassionati di auto e piloti da corsa. La sua lunetta tachimetrica sistemata – per la prima volta in assoluto – all’esterno del quadrante e del vetro e disegnata per essere parte del design esterno della cassa, è una prima mondiale. Equipaggiato con il calibro a carica manuale 321 e dotato di lancetta delle ore “Broad Arrow”, lo Speedmaster riscuote un immediato successo.
Nel 1959 viene introdotto un modello di Speedmaster revisionato, il CK 2998. Ha la stessa cassa simmetrica e racchiude lo stesso calibro 321, ma le nuove lancette “Alpha” sostituiscono quelle utilizzate sul primo modello. La lunetta tachimetrica viene inoltre standardizzata nella famosa versione in alluminio nero in uso ancora oggi. Il CK 2998 è proprio il modello acquistato nel 1962 dagli astronauti del Mercury Walter “Wally” M. Schirra e Leroy G. “Gordo” Cooper come loro orologio personale. Indossato da Schirra durante la missione Mercury-Atlas 8 (Sigma 7), diventa il primo OMEGA Speedmaster indossato nello spazio, due anni prima dei test condotti dalla NASA che portano alla scelta dello Speedmaster per l’uso in tutte le missioni NASA con equipaggio.
Il successivo sviluppo all’interno della famiglia Speedmaster è decisivo. L’ST 105.003, presentato nel 1963 e dotato del calibro a carica manuale 321, è proprio il modello fornito alla NASA per i suoi test. Nell’ottobre 1964, in risposta alla richiesta di cronografi da polso, l’agente OMEGA per il Nord America fornisce alla NASA il numero richiesto di Speedmaster ST 105.003, senza sapere esattamente per cosa sarebbero stati utilizzati e senza informare la sede OMEGA di Biel, in Svizzera. Questi orologi, insieme a modelli di altri brand concorrenti, vengono testati fin quasi alla distruzione in una serie di test che possono essere descritti come i più duri a cui siano mai stati sottoposti degli orologi. Lo Speedmaster OMEGA, emerso vittorioso e funzionante entro le specifiche richieste, unico orologio a non aver subito guasti catastrofici nel corso dei severissimi test, viene dichiarato dalla NASA attrezzatura “ufficialmente certificata” per il suo programma spaziale con equipaggio. Dopo il successo delle prove, la NASA ordina altri esemplari del ST 105.003, equipaggiando ufficialmente i suoi astronauti con lo Speedmaster. Questo modello raggiunge ulteriore fama quando, al polso dell’astronauta Edward White, il 3 giugno 1965 prende parte alla prima “passeggiata spaziale” americana nel corso della missione Gemini.
Con il brand all’oscuro di quanto sta accadendo a Houston – il processo di selezione della NASA è stato infatti portato avanti senza coinvolgere le sedi delle rispettive società – il design dello Speedmaster continua ad evolversi. Al fine di garantire una ulteriore protezione ai pulsanti e alla corona del cronografo, OMEGA disegna una cassa dell’orologio leggermente modificata, con il lato destro un po’ ampliato per aumentare la protezione. Questa cassa ‘asimmetrica’ era destinata a essere considerata in tutto il mondo uno degli elementi distintivi dello Speedmaster. Viene introdotta in alcuni mercati nel 1964 con il modello ST 105.012, che esibisce anche la dicitura “Professional” sul quadrante: è infatti una componente importante della linea di orologi professionali OMEGA. Equipaggiato con lo stesso movimento, il calibro 321, il modello subisce una ulteriore evoluzione nel 1967, con la referenza ST 145.012, con l’aggiunta di un leggero miglioramento del metodo di fissaggio dei pulsanti alla cassa del cronografo. Questo modello è stato l’ultimo ad utilizzare il calibro 321, il movimento che ha garantito un cronometraggio perfetto durante tutti e sei gli allunaggi, compresa l’ultima missione con sbarco sulla luna, quella dell’Apollo 17.
Nel 1968, un anno prima che Neil Armstrong e Buzz Aldrin mettano piede sulla luna, OMEGA presenta un’altra evoluzione dello Speedmaster: un nuovo movimento. Il nuovo modello, con referenza ST 145.022, è dotato del calibro OMEGA 861, successore dello storico calibro 321. Il nuovo movimento, anch’esso a carica manuale presenta diversi nuovi elementi di design contiene anche alcuni miglioramenti a livello di produzione, e le sue versioni successive continuano ad animare ancora oggi lo Speedmaster “Moonwatch”.
Audemars Piguet Curvex.
Cassa in oro, 1990
Bulova Bullhead “Parking Meter” N 3.
Cassa in acciaio, 1973
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Oggetto: Omega Speedmaster Professional Ref. 145.022-69 ST, 1968

