Ducati, Scrambler, cilindrata 250, 1969

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DUCATI SCRAMBLER 250cc

Poche motociclette sono riuscite a lasciare un segno così profondo nell’immaginario collettivo come la Ducati Scrambler. Nata nei primi anni Sessanta per soddisfare le richieste del mercato americano, dove cresceva rapidamente la passione per le motociclette versatili e adatte anche ai percorsi non asfaltati, la Scrambler divenne ben presto uno dei modelli più rappresentativi della produzione di Borgo Panigale.

L’esemplare qui presentato appartiene alla fortunata serie delle Ducati Scrambler 250 prodotte alla fine degli anni Sessanta, un periodo particolarmente importante per l’evoluzione del modello. Si tratta infatti di una versione caratterizzata dai cosiddetti “carter larghi”, introdotti per incrementare robustezza e affidabilità della meccanica, oggi particolarmente apprezzata dagli appassionati e dai collezionisti di monocilindriche Ducati.

Osservando la moto si viene immediatamente catturati dalla splendida combinazione cromatica nero e arancione, una delle livree più affascinanti della produzione Scrambler. Il serbatoio a goccia, vero elemento distintivo del modello, domina la linea della motocicletta e contribuisce a creare quell’immagine essenziale e sportiva che ancora oggi identifica immediatamente una Ducati Scrambler d’epoca. La sella lunga e piatta, il manubrio alto e largo e l’impostazione generale della ciclistica trasmettono una sensazione di leggerezza e libertà che rappresentava perfettamente lo spirito motociclistico degli anni Sessanta.

Sotto il profilo tecnico, la Scrambler 250 beneficia dell’esperienza maturata da Ducati nella realizzazione dei celebri monocilindrici progettati sotto la direzione dell’ingegner Fabio Taglioni. Il motore è un monocilindrico verticale a quattro tempi di 248,5 cc, con distribuzione monoalbero a camme in testa comandato da alberello verticale e coppie coniche, una soluzione tecnica raffinata che costituisce una delle firme più riconoscibili della produzione Ducati di quel periodo.

L’alesaggio di 74 mm e la corsa di 57,8 mm conferiscono al motore un carattere vivace e brillante, perfettamente in linea con la vocazione sportiva del modello. L’alimentazione è affidata a un carburatore Dell’Orto VHB 26, mentre il cambio a cinque rapporti permette di sfruttare al meglio le caratteristiche del propulsore sia nell’impiego urbano sia nella guida extraurbana.

La ciclistica è semplice ma estremamente efficace. Il telaio monoculla aperta in tubi d’acciaio assicura leggerezza e maneggevolezza, mentre la forcella telescopica Marzocchi e i freni a tamburo Grimeca garantiscono un comportamento dinamico equilibrato e coerente con le prestazioni del mezzo. Con un peso a secco di circa 135 chilogrammi, la Scrambler 250 offre ancora oggi una piacevole sensazione di agilità e facilità di conduzione.

Ma il successo della Scrambler non fu determinato esclusivamente dalle sue qualità tecniche. Questa motocicletta riuscì infatti a interpretare perfettamente il desiderio di libertà e di evasione che caratterizzò una generazione intera. Era una moto semplice, robusta e divertente, capace di accompagnare il proprietario tanto negli spostamenti quotidiani quanto nelle gite fuori porta, sulle strade asfaltate come sugli sterrati di campagna.

Non è un caso che proprio il nome Scrambler sia tornato protagonista nella gamma Ducati contemporanea. Quando la casa di Borgo Panigale ha deciso di riportare in produzione questo modello, ha scelto di richiamarsi direttamente allo spirito della motocicletta originale: essenziale, autentica e profondamente legata al piacere della guida.

Oggi la Ducati Scrambler 250 è considerata una delle monocilindriche italiane più iconiche e ricercate. Le sue linee senza tempo, la raffinatezza tecnica del motore progettato da Fabio Taglioni e il ruolo fondamentale che ha avuto nella storia del motociclismo la rendono una presenza imprescindibile in qualsiasi collezione dedicata alle grandi motociclette italiane del dopoguerra.

LA STORIA DEL MARCHIO DUCATI

Fondata a Bologna nel 1926 dai fratelli Ducati, l’azienda nacque inizialmente come produttrice di componenti radio ed elettronici. Soltanto nel secondo dopoguerra la società intraprese la strada che l’avrebbe resa celebre nel mondo delle due ruote, iniziando la produzione motociclistica con il piccolo motore ausiliario Cucciolo.

Negli anni successivi Ducati si affermò come uno dei marchi più innovativi e prestigiosi del panorama motociclistico internazionale. L’arrivo dell’ingegner Fabio Taglioni portò alla realizzazione di soluzioni tecniche destinate a diventare leggendarie, dall’albero a camme in testa azionato da coppie coniche fino alla distribuzione desmodromica che ancora oggi rappresenta uno dei simboli tecnologici della casa bolognese.

Le monocilindriche degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta costituiscono una delle pagine più importanti della storia Ducati. Tra queste, la Scrambler occupa un posto speciale, avendo saputo coniugare qualità tecnica, semplicità costruttiva e uno stile senza tempo che continua ancora oggi a conquistare appassionati e collezionisti in tutto il mondo.

 


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Oggetto: Ducati, Scrambler

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