Carlo Nason giocava con i Birilli

Pubblicato il 17/08/2026

Quando il vetro di Murano incontra l'era Spaziale

C’è una magia sottile che circonda gli oggetti capaci di attraversare le decadi senza perdere un grammo della loro modernità. La lampada Birillo, concepita tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 dal maestro Carlo Nason per la storica vetreria veneziana A.V. Mazzega, appartiene di diritto a questa categoria di icone senza tempo.

Più che un semplice punto luce, Birillo è una scultura luminosa che incarna alla perfezione l'incontro tra l'antichissima tradizione muranese e lo spirito futurista dello Space Age design.

L’eredità del vetro e la spinta verso l’avanguardia

Per capire la genesi della lampada Birillo, occorre guardare alle radici del suo creatore. Carlo Nason nasce in una delle famiglie più antiche di maestri vetrai di Murano. Cresciuto tra le fornaci e le tecniche di lavorazione tradizionali, Nason sviluppa un’attitudine libera e sperimentale. Negli anni Sessanta, decide di canalizzare la millenaria sapienza artigiana del vetro in forme geometriche pulite, audaci e dal gusto cosmico.

La collaborazione con la vetreria A.V. Mazzega diventa il terreno ideale per concretizzare questa visione: unire la delicatezza del vetro soffiato all'estetica industriale e al metallo, creando pezzi d'illuminazione dal carattere inconfondibile.

Anatomia di una scultura d'luce

Il nome Birillo deriva dalla silhouette slanciata dell'oggetto, che richiama le forme morbide e sinuose del birillo, reinventandole in chiave pop e sofisticata.

Dal punto di vista strutturale e visivo, la lampada si distingue per tre elementi fondamentali:

  • La composizione a moduli: Formata da due (o tre, nelle versioni più grandi) elementi in vetro soffiato – solitamente opallino, trasparente o incamiciato –, sovrapposti in perfetta armonia verticale.
  • Il giunto cromato: A separare e raccordare le sezioni in vetro c'è un anello centrale in acciaio cromato o metallo lucido. Questo dettaglio metallico non ha solo una funzione strutturale, ma crea un punto di rottura visivo di grandissimo impatto stilistico.
  • La luce a doppia accensione: Molti modelli originali vennero progettati con circuiti elettrici separati. Questo permetteva di accendere individualmente la parte superiore o quella inferiore, trasformando l'atmosfera della stanza da una luce intima e d'accento a una diffusione luminosa calda e avvolgente.

Perché continua a incantare il modernariato

Negli interni contemporanei, la lampada Birillo non è soltanto un pezzo d'epoca: è una presenza scenica capace di dialogare sia con arredi d'antiquariato sia con ambienti minimalisti e moderni. La trasparenza del vetro e la brillantezza delle finiture cromate le permettono di catturare l'attenzione anche da spenta.

Oggi, gli esemplari originali firmati da Nason per Mazzega sono tra gli oggetti di modernariato e collezionismo più ricercati nelle aste e nei mercatini di antiquariato di alto livello. Possedere una Birillo significa custodire un pezzo di storia del design italiano, dove l'audacia della forma si fonde con il calore della lavorazione fatta a mano.

Fotografie in sequenza:

Lampada da terra birillo numerato

Birillo bianco con stelo

Birillo basso arancio

Birillo marmoreo

Birillo double

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