- ProduttorePathé-Baby / Pathé Frères
- TipologiaProiettore
- ModelloBaby Projector Model G2
- ProvenienzaFrancia
- Anno1926-35
- ColoreNero
- StatoConservato
- Larghezza 50 cm
- Profondità 15 cm
- Altezza 50 cm
- MaterialiFerro
- Marchio attribuzioneQuesto pezzo ha un marchio di attribuzione
- Codice M30172
Pathé-Baby / Pathé Frères, Proiettore, 1926-35
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* Appartenuto al Dr. Ferenc József Rozsnyai
Nato a Budapest (Ungheria) il 27 luglio 1926
Il proiettore cinematografico "Baby Projector Model G2" in metallo, a sviluppo verticale è costituito da una base con quattro piedini, un motorino elettrico, l'apparato illuminante, il dispositivo di proiezione, le aste porta bobine Il motorino elettrico è fissato alla base con appositi incastri, ha una presa per il collegamento all'alimentazione esterna, una spina per il collegamento al proiettore, un interruttore di accensione e un reostato per la variazione dell'intensità di corrente erogata al proiettore (il proiettore funziona con tensioni da 110V) Alla base è fissata una struttura verticale in metallo al centro della quale si trova il dispositivo di proiezione costituito da una lente e un otturatore rotante collegato mediante una puleggia e una cinghia al motorino. Sopra è inserito un braccio in metallo sul quale si inserisce una delle due bobine (quella con la pellicola da proiettare, attualmente mancante) e i rocchetti cilindrici che guidano la pellicola nel suo moto attraverso il proiettore. L'altra bobina (quella che riceve la pellicola già proiettata, anch'essa mancante) è inserita, mediante un apposito telaio in metallo, direttamente nella base, dalla parte opposta rispetto al motorino Dietro alla lente del dispositivo di proiezione, si inserisce l'apparato illuminante costituito da una lampadina a filamento a basso voltaggio con resistore fisso, uno specchio concavo e una lente condensatrice, collocati in posizione opposta rispetto alla lampada e inseriti in un contenitore cilindrico collegato elettricamente alla base. Questo cilindro è vincolato nella parte bassa ma apribile a compasso per permettere il posizionamento della guida film, un telaietto rettangolare posto tra condensatore e lente di proiezione che costituisce la guida per lo scorrimento della pellicola 9,5mm. Questo telaietto presenta una riquadro rettangolare in corrispondenza del punto in cui si posiziona il fotogramma che viene proiettato Sul telaio, sotto all'apparato illuminante, è presente un vano circolare, chiuso da un vetro, nel quale si raccoglieva la pellicola proiettata se non era disponibile la bobina ricevitrice In questo caso la pellicola da proiettare era inserita in un apposito vano posto nella parte alta del proiettore.
Funzione
Proiettore da tavolo per usi amatoriali. Utilizzava pellicole da 9.5mm forate al centro, normalmente in bobine da 8.5m. La presenza del bracci porta bobine, del supporto del motore, delle pulegge di rimando, permetteva la proiezione di film "super" ovvero di lunghezza 100m. Questo proiettore poteva essere utilizzato sia manualmente mediante la manovella che con il motorino elettrico Il proiettore è una macchina che proietta, a intervalli regolari, un fotogramma impresso su una pellicola cinematografica che viene fatta scorrere in maniera continua. Un obiettivo mette a fuoco l'immagine risultante su uno schermo.
A questo link una piccola dimostrazione del suo funzionamento https://www.youtube.com/watch?v=vpaNLktvyfY
Il proiettore "Baby Projector Model G2" è stato realizzato dalla Pathé (o Pathé Frères) è una società cinematografica fondata a Vincennes nel 1896. Charles Pathé, il fondatore della società, nacque a Vincennes nel 1863; ebbe quattro fratelli e due sorelle. Nel 1889 Charles emigrò in Argentina e solo due anni più tardi tornò in Francia.
Una domenica del mese di ottobre 1889 si trovava al mercato di Vincennes, e vide un fonografo: se ne innamorò e lo acquistò per 2.000 franchi. Acquistò pure un Kinetoscope, una "scatola" dentro la quale si poteva vedere un "film".
Il 13 giugno 1895 iniziò una collaborazione con l'inventore Joseph Joly, al fine di disegnare una nuova macchina per vedere filmati. Purtroppo da tale collaborazione non nacque nulla di positivo.
Charles propose ai fratelli di mettere insieme le loro sostanze e di creare una società. Con 24.000 franchi di capitale i quattro fratelli Charles, Emile, Theophile e Jacques, fondarono la "Pathé Frères", e scelsero, come simbolo della loro società, il galletto farncese. Quasi subito i fratelli Theophile e Jacques, non credendo nel successo di quell'impresa, lasciarono la società, condotta allora dai soli Charles e Theophile.
Nell'ottobre del 1897, insperatamente, i due fratelli trovarono un grande interessamento nel loro lavoro da parte dell'industriale Grivolas, che convinsero ad investire ben 100.000 franchi nella società. I due fratelli si divisero i compiti: Thephile si occupò del settore fonografi, mentre Charles, da sempre attirato dal nascente "Cinema", si occupò dello sviluppo di questo settore.
Fino al 1899 la Pathé Freres si preparò per il grande salto: è infatti in questo anno che i Pathé misero a punto, con l'aiuto di Victor Continsouza, un nuovo congegno per trasmettere film. E poco dopo venne pubblicato il primo film della società Pathé. Si intitolava "L'arrivo di un treno alla stazione di Vincennes". Si trattava di una imitazione di un soggetto dei fratelli Lumière. Il "filmino" ebbe un certo successo.
Nel 1919 la società contava ben 5.000 dipendenti nella sola Francia e 1.500 in altri paesi. Nel 1921 la Pathé iniziò la produzione di film nel formato 9,5mm, che aveva la particolarità di avere i fori nel centro; contemporaneamente la società mise in vendita l'apposito proiettore, denominato "Pathé Baby". Due anni dopo nasceva la prima cinepresa della onorata ditta Pathé: la Pathé-Baby. Pesava poco, solo 0,650 kg, aveva misure contenute (42 x 105 x 100 cm) ed era munita di un obbiettivo Roussel Kynor 1:3,5/20mm. Era costruita in Bachelite (dal nome del suo inventore belga Leo Hendrik Baekeland) e conteneva 8,5 metri di film.
Nel 1927 avvenne uno storico incontro tra Charles Pathé e George Eastman, padre padrone della Kodak. Dall'accordo intervenuto tra i due, nacque la Kodak-Pathé Co. nella quale era confluito completamente il settore della Pathé che si occupava della fabbricazione delle pellicole. Eastman divenne padrone assoluto della società, considerato il fatto che era riuscito ad acquisire il 51% di tale società. L'1 marzo 1929 Charles Pathé si vide costretto a lasciare anche la sua Pathé Cinéma. A causa della sua salute malandata aveva perso tutto il suo potere. Ed infatto fu costretto a cedere una parte del suo capitale al ricco Bernard Natan, il quale utilizzò i sessantaquattro cinematografi francesi per presentare i film americani. La situazione finanziaria non era brillante e dieci anni dopo si arrivò sull'orlo del fallimento. La situazione era indubbiamente disperata, ma intervenirono al salvataggio della società alcune banche. Nacque così una nuova società, molto più solida, con il nome di "Société Nouvelle Pathé Cinéma": Charles Pathé venne chiamato a divenirne presidente onorario. Charles Pathé morì a Montecarlo il 26 dicembre 1957, come uomo ricchissimo e come colui che aveva contribuito in modo sostanziale all'introduzione del film per amatori.
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Oggetto: Pathé-Baby / Pathé Frères Proiettore, anno 1926-35

