Olimpia, Macchina da scrivere Elite, 1930-40

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OLYMPIA

 La Società Allgemeinen Elektrcitats-Gesellschaft (AEG), Berlino- Germania- fu fondata nel 1883 da Emil Rathenau, con scopo sociale la produzione di meccanismi elettrici su brevetti di Thomas Alva Edison. Inizialmente la denominazione della società era Edison Company di Germania e nel 1887 cambiò la ragione sociale in Elektricitats-Gesellschaft . Alla fine del 1933 la società fu rilevata dalla Olimpia Plurotype.

 La Büromaschinenwerke A.G. è una filiale della AEG, Allgemein.- società elettrica di Berlino  avente come scopo sociale lo sviluppo nel settore elettrico

Tra gli addetti alla stazione sperimentale di König-Augusta-Strasse vi era il Dr. Friedr von Hefner-Alteneck, (nato il 27.04.1845 ad Aschaffenburg e, deceduto il 07.01.1904 Berlino) – già inventore della famosa lampada differenziale e della candela Hefner, nonché inventore di una macchina puntatrice, la cui produzione nel 1903 fu realizzata  nello stabilimento AEG di Huttenstrasse, ottenendo una forte espansione commerciale al punto che gli impianti di produzione AEG di Huttenstrasse non furono in grado di sostenere le richieste. Pertanto, nel 1907, la produzione fu trasferita nello stabilimento della AEG in Ackrrstraße, ove era in sperimentazione la produzione di macchine da scrivere a tastiera.

I designer Helm e Carstensen della AEG Allgemeine Elektrizitats-Gesellschaft dii Berlino furono nominati dirigenti e, diedero un grande contributo sia alla costruzione dello stabilimento, che allo sviluppo di un modello standard, che può considerarsi il precursore della macchina Olympia.

 Essi, nel 1912 riuscirono a realizzare un modello di macchina da scrivere sperimentale con tastiera pronto per la produzione, ma non messo in commercio

 

 

Le prime macchine a tastiera AEG modello 2 uscirono in prova nel 1914 ottenendo ottimi risultati, al punto che nel marzo dello stesso anno la commercializzazione fu affidata alla Union-Typmaschinegesellschaft, la quale già si occupava delle vendite della Mignon; a seguito dell’incarico, la società cambiò la sua ragione sociale in AEG.-Schreibmaschinen GmbHT.

 Sfortunatamente, lo scoppio della prima guerra mondiale ostacolò fortemente la prevista espansione e, la produzione e commercializzazione della macchina standard poté iniziare solo a partire dal 1921. Le prime macchine disponibili per il commercio furono vendute nello stesso anno 1921 con il marchio AEG mod.3.

 All'inizio del 1923, la AEG Screimaschinen GmbH, trasferì lo stabilimento di Ackerstrasse e la sede sociale in Erfurt e, si fuse con la Deutsche Werke AG. Pertanto, nel mese di aprile del 1923 la ragione sociale fu trasformata in AEG-Deutsche Werke A.G. sotto la direzione tecnica di Franz Beck. Nel mese di giugno sempre dello stesso anno 1923 le vendite furono conferite alla AEG-Deutsche Werke GmbH. Infine, nel febbraio 1924, la predetta società AEG-Deutsche Werke AG riassorbì il mandato a vendere. 

Nonostante tutte le difficoltà, la produzione aumentava di anno in anno, al punto che nel 1925 venivano prodotte giornalmente da 150 a 200 Mignon, mentre la AEG standard aveva una ottima richiesta. Di conseguenza si ravvisava la necessità di una nuova organizzazione sociale.

L’opportunità di riunire sotto un unico titolo le varie partecipazione e l’unione dei vari marchi si presentò nel 1930, con il cambio della ragione sociale i Europa Schreibmaschine Inc. e adozione del marchio Olympia conosciuto a livello internazionale. Capo del consiglio di amministrazione della società fu nominato il sig. Joachim Wussow, il quale si prodigò sia nella riorganizzazione sociale che nello sviluppo della produzione.

Nel 1936 la società fu convertita in Olympia  Bueromaschinenwerke  -con sede in Erturt.

Durante la seconda guerra mondiale la Olympia, come molte altre industrie, subì una battura di arresto e con il nuovo governo della Germania Est la fabbrica divenne Optima. Lo stabilimento fu smantellato e trasferito in Russia. Alcuni operai, però nel 1948 riuscirono a rifugiarsi nella Germania Occidentale e riaprire uno stabilimento a Wilhelmshaven e ripristinare il marchio Olympia e tra gli anni ’50 e ‘70 riuscirono ad avere un buon successo con la produzione di diversi modelli popolari.

Nel 1992 la società non potendo competere con i progressi tecnologici in corso fu costretta a cessare ogni attività.

Oltre ai modelli MIGNON descritti al paragrafo appunti n.3 del mio sito www:espositoluigi.it e ai citati modelli 1 non in commercio e modello 2 sperimentale, vennero prodotti con il marchio AEG i modelli 3 – 5- e 6.

Il Modello AEG.3 è una macchina a battuta frontale con meccanismi e guida del carrello alla maniera della Underwood del Wagner: tastiera su quattro file e 42 tasti cerchiati con vetrino; tasti per lettera maiuscola su entrambi i lati della tastiera; backspace a destra. Tutte le leve di regolazione e sblocco sono di design uniforme e, azionate tutte nella stessa direzione con utilizzo simmetrico dall'alto verso il basso.  Sulla sinistra della seconda fila della tastiera è posizionata la leva del blocco carrello e sulla destra il libera margine.

 Le barre portacaratteri sono in acciaio al cromo-nichel e intercambiabili. La ruota dentata e l'asse della ruota dentata sono temprati rettificato e posizionate in un blocco portante stabile. Un cuscinetto a cricchetto, che all'epoca era una novità, permetteva al cricchetto di rimanere in contatto uniforme con la ruota, il che garantiva una scrittura uniforme. Il carrello fu progettato senza utilizzo della guida carrello e l’intercambiabilità avveniva mediante l’asportazione di un dato in rosso posto sulla sinistra e, premendo un pulsante di sganciamento. In tal modo era possibile estrarre il carrello senza alcuna difficoltà dal lato destro. Altrettanto semplice era l’inserimento del nuovo carrello; bastava assicurarsi che gli occhielli di guida si adattassero correttamente alle guide di scorrimento.  Il baricentro del carrello era sostenuto da un cuscinetto a sfere. La commutazione dalla lettera minuscola alla maiuscola permetteva al carello di sollevarsi sbloccando un tasto fissaggio, in modo da ottenere una perfetta rettilineità della linea di scrittura anche con una battuta veloce. Le bobine del nastro erano incorporate in apposite custodie con cappuccio posizionate ai lati del telaio. Il nastro scorreva sulle staffe guidanastro poste su entrambi i lati della macchina. Un segnale rosso posto sui due lati indicava che il nastro a colori si sta esaurendo sulla relativa bobina.

Non si hanno notizie sul modello AEG 4.

Nel 1926 furono immessi sul mercato i Modelli AEG 5 e AEG 6 con piccole migliorie consistenti in un nuovo sistema di commutazione del nastro, in un sistema che permetteva una più leggera battuta del tasto e un guida carta più semplice; inoltre la carrozzeria fu chiusa da tutti i lati. A richiesta, la versione AEG modello 6, venivano forniti carrelli di dimensioni diverse.

Nel 1930 fu immesso sul mercato il Modello 7 con marchio Olympia. Questo modello subì consistenti miglioramenti, tra cui la fornitura a richiesta del tabulatore; la sostituzione del carrello mediante la semplice pressione di un pulsante; la regolarizzazione dello spazio tra il fermacarta e il rullo per l’inserimento di più ogli di carta per la digitazione di un numero elevato di copie; una tabella contaspazio posta sul frontale; dispositivi per compilazione di allegati per contabilità, assegni postali, registrazione telegrammi, tabulatori circolari e registratori di indirizzi.

Olympia Mod. 8 insonorizzante fu immessa sul mercato all’inizio del 1934 e, può essere considerata una nuova creazione per i numerosi miglioramenti apportati. I 44 tasti cerchiati in metallo furono sostituiti da tasti in bachelite; era possibile regolare la velocità di battura mediante il congegno del keystroke controller; ma soprattutto furono presi una serie di accorgimenti per attutire il rumore.

Questo modello fu commercializzato anche come Modello DM.

Olympia Mod. 8A e Mod. 8B-  Nel 1936 uscirono le versioni semplificate del Modello 8, corrispondenti ai modelli economici Mod. 8A e Mod. 8B con la riduzione del costo mediante l’eliminazione di accessori non assolutamente necessari

 Olympia 8 silenziosa Per questo modello furono deliberatamente trovate delle soluzioni, atte a portare una significativa riduzione del rumore. Fra gli accorgimenti apportati, possiamo annoverare: il rullo suddiviso in camere fonoassorbenti; l’applicazione di feltrini ammortizzanti ai tasti e alle leve portacarattere; notevole riduzione del rumore provocato dal ritorno del carrello e quello derivante dalla commutazione. Anche i tasti in plastica utilizzati per l'Olympia 8 insonorizzanti contribuirono a ridurre il rumore. A differenza del precedente Modello 8 insonorizzante, il vantaggio dell’utilizzo di questo modello non era limitato al semplice e comodo funzionamento, ma soprattutto per i benefici derivanti dalla sua silenziosità. Per aumentare la silenziosità fu creato un apposito tavolo di lavoro (tipo Tiko) funzionale e comodo.     

Nel 1943 fu immesso sul mercato una versione del modello 8 con accorgimenti vari per gli invalidi di guerra., utilizzabile anche con usa sola mano. Questo modello non riscontrò una buona richiesta per il funzionamento non perfetto. 

 Olympia portatili

Nel 1931 su progetto di Johannes Krüger fu messo in commercio da Europa-Screibmaschine A.G. Erfurt, la prima macchina per scrivere portatile che riportava sul pannello frontale il marchio Olympia, in cui le bobine del nastro erano ancora visibili e si spostavano verso l'alto quando veniva cambiato il carrello.

 Olympia Progress Con modifiche apportate dal suo creatore Johannes Krüger alla struttura di quella del 1931 fu immessa sul mercato nel 1932 la Olympia Progress (serial 101 a 18.400). Questa macchina era una portatile standardizzata in tutte le parti e ogni congegno poteva essere sostituito senza lavori di adattamento; dispositivo di rimozione del margine a sinistra; backspace; nastro bicolore con cambio sulla destra e inversione automatica; lato destro; marginatori sul retro del carrello; rullo dotato di una sola manopola; inizialmente la tastiera su quattro file era dotata di 44 tasti cerchiati con vetrino.

Nel 1933 i tasti cerchiati in metallo furono sostituiti con quelli in bachelite e il rullo di una ulteriore manopola

Olympia-Simplex Alla fine del 1933 furono immesso sul mercato altri due modelli portatili della macchina da scrivere Olympia, come versione semplificata della Olympia-Progress, con un nastro monocolore senza il cambio automatico; tasto libera margine a destra e sinistra posto sul lato destro della tastiera e l’inversione del nastro era regolato da un pulsante sul frontale sinistro. Il marchio costituito dalla dizione Simplex sormontata da una S era posto sul frontale destro.

Olympia Elite – prodotta dal 1933 al 1940 serial 18.400 a 291.833 è una variante della Olympia Progress, con alcune varianti migliorative. Tastiera universal su quattro file con 44 tasti in bachelite; nastro bicolore con levetta sul fianco destro della tastiera per cambio colore (nero- neutro- rosso); tasto libera margini; tabulatore con tasto a destra della barra spaziatrice. Congegno per tabulazione posto sul posteriore della macchina.

 Olympia Filia – versione modello A- è una nuova creazione e differisce dalle altre portatili Olympia, prodotta dal 1934 al 1936 (serial 100 a 43.400). Con questo modello veniva offerta una macchina particolarmente semplificata e quindi economica, ma comunque sufficiente per l'uso privato della scrittura. Il carrello è predisposto per formato DIN; la tastiera universal, su quattro file con 40 tasti in bachelite, ha 4 tasti in meno rispetto alle altre portatili Olympia; un solo tasto per lettere maiuscole; nastro monocromatico con inversione manuale e bobine visibili. Carrello sostituibile mediante rimozione di una sola vite.

Olympia Filia –versione modello B – prodotta dal 1936 al 1940 (serial 43.401 a 106.428) versione super economica: manca il campanello di fine riga, backspace, e altri accessori. A parte il costo, il peso ridotto e resistenza alla temperatura i vantaggi declamati, sono vagamenti noti.    

Olympia-Plana versione A (prodotta nel 1939 e 1940 –serial 100 a 5.372) è la prima piccola macchina da scrivere piatta tedesca alta solo circa 7,3 cm e pesa 4,2 kg. Dispone di una tastiera universal su quattro file con 45 tasti in bachelite; 2 tasti per lettere maiuscole; nastro bicolore mm13 con bobine standardizzate; tabulatore con due tasti ai lati della barra spaziatrice. Il tasto RS imposta i margini di arresto, il tasto TS le tabulazioni, il tasto TA viene utilizzato per rilasciare il carrello per la scrittura delle tabulazioni. LÖ è il dispositivo di sgancio per margin stop e tab stop.  La caratteristica di questa macchia consiste nella carrozzeria compreso il coperchio completamente in plastica, la quale è fissata al telaio interno con 4 viti. La custodia è in lamiera d'acciaio elastico da offrire la migliore resistenza possibile agli influssi esterni.

Olympia Plana  versione B è simile alla versione A ma viene consegnata senza la custodia.

Olympia Super model prodotta dal 1936 al 1939- serial fino al 240.000

1949 Olympia modello Orbis prodotta nel 1949. Corrisponde al modello Olympia Progress prodotta nello stabilimento di Wilhelmshaven e, come essa ha i tasti in bachelite; bobine del nastro coperte nastro bicolore  e altri congegni, . Il marchio Orbis è riportato in rilievo sul lato destro del poggiacarta posto sul retro del carrello

Olympia serie SM La sigla SM significa Schreibmaschine  Mittelgraß (macchina per scrivere di medie dimensioni); fu prodotta dal 1949 al 1979; comprende i modelli SM1 (anno 1949/1951) - SM2 (ann0 1950/1961) - SM3 (1953/1961)- SM4 (anno 1958/1961) - SM5 ( anno 1962/ 1964) - SM6 ( non si hanno notizie in merito)- SM7 (anno 1962/1964) - SM8 (anno 1964/1967) - SM9 (anno 1964/1967). A partire dal modello SM3 la macchina era dotata di tabulatore.  Su alcuni modelli SM7 fu impresso il distintivo “Made in Western Germany”. La serie SM  fu prodotta in diversi colori ed era considerata la migliore portatile esistente, sia per uso personale che professionale.

La Olympia durante il periodo del Terzo Reich, produsse un tipo di macchina di color grigio con il carattere del rune SS, come quella della foto, destinata  ad esclusivo uso delle Waffen SS -(una forza armata che combatteva a fianco della Wehrmact). Le SS (Schuz-staffen - ossia Squadre di protezione) era un corpo paramilitare fondato nel 1925 come guardia personale di Adolf Hitler. Furono prodotti solo pochi esemplari con caratteri normali e senza quello speciale destinati ad uso ministeriali, la sostituzione del carattere speciale sul tasto e quella del martelletto corrispondente al cinematico avveniva successivamente con costi piuttosto alti, probabilmente per le operazioni di riallineamento. Il segno runen taste era posto come secondo carattere sul numero 5. 

 

 

Questo tipo di macchina fu prodotto in due versioni: una con il telaio in alluminio pressofuso e l'altra con il telaio con copertura in lamierino blindato. Telaio a parte, questo tipo di macchina non aveva  nulla di particolare; infatti, il cinematico era quello standard, come pure il carrello e le manopole in bachelite erano usati anche per altri modelli. 

Alla fine del conflitto mondiale molte di esse sono state riconvertite ad uso civile con la sostituzione del tasto delle rune SS e riverniciate con altri colori. In alcuni casi il simbolo è stato brasato, come quella in mio possesso matricola 502762 su cui, pur conservando il  colore originale,  il simbolo è stato brasato sul rune ed è rimasto solo sul tasto con numero 5 (vedi foto). Un modello con il simbolo originale è stato trovato presso l’Hotel Excelsior Gallia di Salò, occupato dal comando della Wehrmacht durante il periodo della Repubblica di Salò 

  Infine, oltre alle macchine con marchio proprio, l'Olympia  produsse  macchine per terzi, ad esempio : Kappel (Klein-Kappel, Kappel V.A., Kappel Fips, ex Kappler Knirps) e con marchi Fortuna e Lutéce .

 DIPLOMAT

Oltre a quelle precedenti la Olympia produsse e sise in commercio una serie di macchine portatili con il marchio Diplomat, tra cui il modello 2, il modello 3, il modello Präsent ed altri.Questa serie di macchine era dotata di una tastiera universal QWERTZ su quattro file per complessivi 44 tasti cerchiati con vetrino; nastro monocromatico, con comando di inversione sul frontale sinistro; 2 UMSCHLTER, tasto fissa maiuscola e tasto rücktast

 

 


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Oggetto: Olimpia Macchina da scrivere Elite, anno 1930-40

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