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In una cassa di ferro.

21/05/2015

Conservare gli oggetti speciali, ai nostri occhi o per valore, è da sempre priorità. Proprio per questa necessità la cassaforte si colloca nella storia dell’umanità in ogni sua epoca, a proteggere tesori, piccoli o grandi, di Re o comuni mortali, entrando nella nostra memoria come un oggetto sempre presente, ma al tempo stesso pieno di fascino e di mistero. Nascosta nel rumore metallico delle sue complesse combinazioni di blocco, nella ruggine che sembra urlare una storia non ancora raccontata oppure dalla sua forma semplice ma allo stesso tempo ricca, la chimica che ci porta ad avvicinarsi a questo oggetto di culto è un silenzioso magnete. Ma a quanto tempo fa risalgono le prime presenze di questo oggetto da collezione?

Traendo informazioni dal libro “Casseforti a combinazione meccanica. Storia, tecnica e segreti a uso dei consumatori informati e degli studiosi” a cura di Carlo Alfredo Clerici e Claudio Ballicu, la protezione degli oggetti preziosi risale a centinaia di anni a.C. Già in epoca faraonica infatti i tesori venivano preservati in stanze segrete, protette da tranelli e trabocchetti. In Grecia invece le stanze che fungevano da Tesorerie erano protette da pesanti porte di bronzo, mentre solo in epoca Romana troviamo i primi forzieri di legno e metallo per contenere il denaro, considerati veri e propri antenati delle moderne casseforti. Fu all’inizio dell’800,  quando la richiesta di sistemi per proteggere il denaro si fece più diffusa e pressante, che si ottenne la vera e propria evoluzione dal forziere, assemblato da falegnami e fabbri, alla vera e propria cassaforte, dove il metallo, nuova materia prima la cui lavorazione si stava specializzando proprio in quegli anni, sostituì il legno, rendendo queste scatole tanto più sicure quanto più pesanti. Tuttavia le tecniche di lavorazione dei metalli, in voga dal 1600, rendevano la produzione della materia prima altamente costosa, creando così oggetti elitari. Fu solamente a metà ‘800, quando venne introdotta la conversione di Bessemer che il metallo riuscì ad essere prodotto ammortizzando i costi e passando alla produzione industriale.

Ma se c’è una cosa più affascinante dell’oggetto stesso sono le immagini degli scassinatori, questi geni del crimine che inventano sempre nuove tecniche per trovare il modo di aprire questi contenitori di tesori e farli propri. Chi di noi non ha visto un vecchio film in bianco e nero dove le casseforti saltano in aria come se fossero piccoli botti di capodanno? Dovendo affrontare questa realtà le case che producevano queste scatole di sicurezza, dovettero concentrare le loro energie nell’inventare soluzioni per evitare sabotaggi e proteggere i tesori dei propri clienti. Ed è così che la storia delle casseforti del ‘900 è dedicata ai suoi complessi sistemi di chiusura inviolabili e blocchi anti incendio per evitare sabotaggi distruttivi.

Ma dove si nasconde il collezionista dietro quest’oggetto raro e misterioso? A differenza degli orologi, delle moto e di tanta altra oggettistica d’epoca, non esiste in Italiano alcun testo divulgativo sulla storia, la cultura e le caratteristiche di quest’oggetto, tranne l’edizione precedentemente citata. Ricercare su questo argomento è come completare un puzzle ricostruendone gli svariati tasselli in cerca di un filo logico e storico congruente. È tuttavia disponibile una lista dei Musei e delle Collezioni dove potrete trovare abbastanza informazioni e studiandone le caratteristiche scoprire cosa si nasconde dietro un oggetto misterioso quanto speciale.

Charlie