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La Signora in Rosso: Guzzi una bellezza tutta Italiana.

10/08/2016
Le Guzzi sono oramai una prelibatezza per palati sopraffini. Le nuove generazioni tendono a non conoscere questo marchio eppure rappresentano una delle pagine più interessanti della nostra storia, catalogandosi fra le eccellenze del nostro paese ed entrando nella memoria di quell’Italia che tende ad impolverarsi giorno dopo giorno.
Quando una delle abbastanza rare Guzzi passeggia per le vie delle nostre città c’è quella generazione che alza gli occhi dal caffè quasi commossa e il solo suono del suo motore la riporta indietro nel tempo a quel mondo fatto di botteghe con le porte sul retro, di sedie dai fili di gomma e di chioschi sulla spiaggia che passano gli evergreen italiani che ad oggi sono finiti nel dimenticatoio per i più.
Ma cosa si nasconde dietro a queste Signore in Rosso che passeggiano con stile per le vie senza tempo che il nostro paese offre?
La Società Anonima Moto Guzzi nasce nel 1921 fra i vicoli di Genova. fondata dal Cav. Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l’amico Carlo Guzzi. L’idea iniziale era di fondarne la sede e la fabbrica a Genova ma in seguito a quello che passò alla storia come il Biennio Rosso, un periodo di occupazioni e di fabbriche e violenze quotidiane decisero di rinunciare all’avere la sede a Genova, nonostante il grande sviluppo tecnologico che l’Ansaldo aveva portato e all’abbondanza di risorse tecniche, spostandosi così a Lecco, nel Garage di casa Guzzi, per realizzare il primo prototipo. La prima moto, G.P. (Guzzi Parodi) 500 venne costruita nell’officina di Giorgio Ripamonti, un appassionato che aveva appreso i primi rudimenti della meccanica, dando vita a molto più di una moto, ad una vera e propria storia d’amore per le due ruote. La Normale aveva una potenza di 8 CV e viaggiava alla velocità di una moto dell’epoca di 80 km/h e fu la prima motocicletta a disporre del cavalletto centrale, dando fin da subito l’impronta dell’innovazione che avrebbe contraddistinto queste moto.
Nel 1939, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, viene presentata l’Airone 250 che riscosse un successo tale da raggiungere i 29.926 esemplari. Nel corso della guerra il mercato è quasi tutto quello militare fornendo all’esercito modelli come l’Alce, il Triache e L’Airone Militare. Guzzi airone 2
In seguito alla guerra, per aprire nuovi segmenti di mercato e mantenere l’impronta innovativa che la Guzzi ha avuto fin dall’inizio, viene lanciato il primo motore a 2 tempi, progettato da Antonio Micucci e solo nei primi tre anni ne vengono costruiti 50.000 esemplari. Negli anni ’50 arriva il “Cardellino” un modello economico ma robusto, caratterizzato da un trave diagonale del telaio che dall’asse di sterzo correva diagonalmente fino al fulcro del forcellone in lamiera stampata, sulla cui intersezione erano installate due piccole molle con funzione ammortizzante
Mentre nel 1950 nasce il Falcone, una moto sulla cilindrata di 500 cm3 che per molto tempo sarà il sogno dei motociclisti del bel paese. In questo caso l’innovazione si nasconde nella sospensione.
Carlo Guzzi lascia questo mondo nel 1964 e si entra nel periodo di crisi delle moto, in quanto si diffondono sempre di più le automobili. Nel 1967 verrà assorbita dalla SEIMM. Da li comincerà un’epopea di collaborazioni, accorpamenti e partecipazioni che includeranno nomi come la Piaggio e la Guzzi si dedicherà principalmente al mercato delle moto da Corsa. Continuerà inoltre a fornire modelli per le forze dell’ordine, seguendo le impronte della sua storia, l’ultimo modello che la Guzzi ha creato per la Polizia di Stato risponde al nome di Norge 1200 e risale al 2008.
Un nome di sogni, storia ed innovazioni, un paradigma di flessibilità che ha portato la sua aquila ad essere ancora presente nella nostra memoria storica, pur essendo più rara. La prova che l’Italia è il paese dei sognatori, dei visionari e nessuna rivoluzione è stata fatta dalle 9 alle 5.
Ed ogni volta che sentirete il suo suono, sentirete il rumore dei sogni che queste due ruote portano a spasso con se nei nostri bellissimi paesaggi.
Charlie